Sharebot Kiwi-3D Recensione

Sharebot Kiwi 3D Stampante

Punti di forza

  • Ottima come prima stampante 3D
  • Pratica e maneggevole
  • Facile calibrazione

Punti da migliorare

  • Un po' rumorosa


Caratteristiche tecniche della Sharebot Kiwi 3D

Stampante Kiwi 3D

La Kiwi-3D nasce dalla linea di stampanti 3D “personal” della Sharebot, disponibile sia in versione KIT da assemblare o pre-assemblata ad un prezzo che va dai 650€ circa fino agli 850€ a seconda del modello. Un dispositivo nato per avvicinare i curiosi alla stampa 3D, ma anche pronta ad un utente con già qualche esperienza alle spalle.

La stampante risulta essere di semplice utilizzo, pratica e maneggevole; caratteristiche da non sottovalutare considerato il target di utenti di questo device. Inoltre sarà pronta da usare subito dato che insieme alla stampante verranno forniti tutte le componenti necessarie per la stampa (SD da 4 GB, cavi di alimentazione ed USB, porta-bobina, ecc..), compresa con la stampante troviamo anche una bomboletta di lacca, che verrà usata per garantire una migliore aderenza del materiale alla superficie del piatto ed ovviamente la bobina di materiale per la stampa è esclusa.

La scocca in acciaio inox dona alla stampante un tono sicuramente robusto con un peso di soli 8KG circa e un ingombro di 310 x 350 x 330 mm. La struttura di ottima fattura, è caratterizzata da uno stile spartano senza troppi fronzoli con linee avvolte in un carter di plexiglass nero.

La struttura cubica lascia spazio ad una superficie di stampa di 140x100x100 mm e offre una dimensione minima del filamento di 100 micron. La costruzione del pezzo avverrà su un piatto purtroppo non riscaldato e non con poco rumore, nonostante sia una stampante con singolo estrusore.

La prima stampa non prova troppo l'utente, infatti l'unico problema che si può incontrare è quello della calibrazione del piatto (base), che però in caso di difficoltà può essere agevolato grazie ad un modello di stampa messo a disposizione dalla casa produttrice. Consiste nella stampa di un grande quadrato, da usarsi come riferimento nel regolare l'altezza del piatto e in quella di un cerchio per verificare l'allineamento dell'estrusore con gli assi. I risultati delle stampe tutto sommato sono soddisfacenti anche se la precisione, soprattutto nelle curve non è il punto forte di questa stampante.

Il lato software si basa sul Slic3r engine che apre le porte ad un infinità di settaggi avanzati, inoltre il collegamento con il PC avviene tramite le interfacce USB o SD e attraverso software completamente opensource. Il che lascia aperta alla community l'opportunità di personalizzare al massimo la propria esperienza con questo dispositivo.


Filamento per Sharebot Kiwi 3D

Bobina del filamento per Sharebot Kiwi 3D printer

A differenza di altri modelli, questa stampante 3D permette la stampa solo utilizzando filamenti del tipo PLA.

Il tipo di filamento preferito da migliaia di utilizzatori di stampanti 3D è quello prodotto dalla NuNus che è disponibile in bobine da 1 Kg in 8 diverse varianti di colore, tra cui verde auto-fluorescente.


In conclusione

Come abbiamo visto, senza dubbio questa stampante non è adatta a chi cerca una stampante industriale o per un utilizzo particolarmente intenso.

La Sharebot Kiwi 3D offre un ottimo punto di inizio per chi è affascinato dal mondo delle stampanti 3D ma non è pronto ad un forte investimento in questa direzione

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